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L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito agli investimenti indiretti in startup innovative ai sensi dell’articolo 29 del decreto legge n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21/2012.

In primo luogo ha stabilito che l’investimento in start-up innovative è considerato tale se avvenuto sottoscrivendo un aumento di capitale in una società intermediaria, mentre ai fini fiscali è considerato, per i soggetti investitori, come periodo d’imposta quello relativo al deposito dell’attestazione che certifica l’aumento del capitale della startup.

In secondo luogo l’Agenzia delle Entrate ricorda come ci siano previsti benefici fiscali sia per persone fisiche che per persone giuridiche che investono in start-up innovative, sia direttamente che indirettamente tramite intermediari. Questi benefici consistono nella riduzione delle imposte sui redditi derivante dalla concessione di detrazioni (per gli investitori soggetti IRPEF) o di deduzioni (per investitori soggetti IRES).

Inoltre vengono definite le società che investono prevalentemente in start-up innovative, cioè quelle società che al termine del periodo di imposta nel quale viene effettuato l’investimento detengono azioni o quote di startup innovative. Queste sono classificate nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie o comunque non detenute per la negoziazione, e devono essere almeno pari al 70% del valore complessivo delle immobilizzazioni finanziarie iscritte nel bilancio chiuso nel corso del periodo considerato.

La capitalizzazione si considera effettuata quando sia la startup innovativa che la società intermediaria rilevano un incremento della voce del capitale sociale e della riserva sovrapprezzo delle proprie azioni o quote. Anche nel caso in cui i conferimenti siano stati frazionati. Solo di seguito la società potrà rilasciare la certificazione richiesta dall’articolo 5, comma 2, del decreto attuativo, al fine di consentire ai sottoscrittori persone fisiche di beneficiare della detrazione IRPEF.