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FAQ

Le domande ricorrenti con le risposte più frequenti.

  • L’equity crowdfunding è un processo di raccolta di fondi realizzato online, con il quale una moltitudine di persone contribuisce, anche con somme non particolarmente ingenti, per favorire lo sviluppo di un progetto che ritiene meritevole in cambio di quote della startup/P.M.I.
    Il crowdfunding più in generale è lo strumento principale di una finanza alternativa, dove il finanziamento parte dal basso, dalla folla letteralmente (=crowd).
    La leva che muove questo tipo di partecipazioni da parte della “folla” e che la mobilita spesso non è puramente di natura economica, quanto piuttosto “emozionale”: è l’idea di partecipare attivamente in un progetto in cui si crede e che si ritiene giusto.

  • Sì, in generale i modelli presi in considerazione sono 4:
    Equity, di cui abbiamo già parlato.
    Reward: si tratta del modello più diffuso e conosciuto. Spesso viene assimilato alla prevendita di un prodotto o di un servizio.
    Il promotore di un progetto potrà rivolgersi alle folle per ottenere il supporto finanziario necessario allo sviluppo e alla produzione di un bene/servizio, offrendo come ricompensa (reward) il prodotto stesso ad un prezzo scontato.
    Donation: il Donation crowdfunding è utilizzato principalmente dalle organizzazioni no-profit, ONLUS, associazioni religiose, ecc. che si rivolgono alle folle per avere il sostegno economico per affrontare progetti sociali, ricerche mediche e questioni etiche. Il donatore, come suggerito dal nome, non ottiene alcuna ricompensa materiale.
    Lending: il Lending crowdfunding è un sistema di prestito di denaro peer-to-peer. Si tratta di un modello che consente a privati risparmiatori e a organizzazioni di prestarsi denaro a tassi agevolati escludendo intermediari tradizionali come le banche.

  • Per “startup innovativa”, nozione introdotta nel nostro paese nel 2012, si intende un particolare tipo di impresa recente per le quali l’ordinamento italiano prevede agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative. Spesso sono operanti nel settore dello sviluppo e offerta di servizi innovativi e tecnologici. Anche le “P.M.I. innovative”, ossia Piccole e Medie Imprese innovative, rientrano in una particolare tipologia di impresa e, come per le startup innovative, sono previste agevolazioni e semplificazioni in termini amministrativi ed economici.

  • Sottoscrivere una campagna di equity crowdfunding ed investire un capitale – a prescindere dalla somma – in una determinata società significa diventare a tutti gli effetti socio di quell’azienda, acquisendo un vero e proprio titolo di partecipazione nella società stessa. Ciò ovviamente comporta assumersi tutti i diritti patrimoniali e amministrativi che ne derivano. L’investitore, una volta acquistata una quota dell’azienda a cui è interessato ed esserne così diventato effettivamente socio, potrà partecipare attivamente alla vita della società nei limiti previsti dall’organizzazione e dallo statuto di leggi decise in vigore nell’azienda.

  • Innanzitutto è bene avere la consapevolezza di quello che si sta andando a fare: sottoscrivendo un’offerta si diventa soci a tutti gli effetti di quell’impresa con tutti gli oneri e onori che ne derivano. Come prima cosa è necessario assicurarsi che la somma decisa da investire rientri nelle proprie capacità finanziarie, ed è opportuno anche accertarsi di poter sostenere economicamente un’eventuale perdita dell’intero investimento che si è decisi a fare. L’investimento di capitali in nuove imprese non è mai un’operazione sicura al 100% e ha sempre un certo margine di rischio; è per questo che è proprio dovere tutelarsi. Infatti è sempre consigliabile, prima di sottoscrivere a un’offerta, verificare che la società sia effettivamente attiva: controllare sempre che indirizzi, recapiti telefonici e siti web siano realmente funzionanti e validi, ed accertarsi dell’iscrizione della società nella sezione delle imprese rientranti nella categoria delle “startup innovative” o delle “P.M.I. innovative”.

  • Investire in neo società come le startup e P.M.I. innovative è un’operazione che prevede discreti margini di rischio. I rischi principali da tenere in mente sono tre:
    Rischio di illiquidità – Gli strumenti finanziari emessi da startup e P.M.I. innovative sono diversi da quelli tradizionali: se quest’ultimi hanno la capacità di trasformarsi prontamente in moneta e di non perdere valore è perché sono trattati da un mercato organizzato – come la Borsa Italiana – lo stesso non succede per quelli delle neo-imprese innovative; può quindi rivelarsi molto difficile venderli in tempi ristretti e al loro effettivo valore.
    Rischio di perdita dell’intero capitale – Investire un capitale e diventare così soci a tutti gli effetti dell’impresa comporta il rischio di perdere l’intero capitale investito. È quindi sempre opportuno valutare bene le proprie disponibilità finanziarie ed essere certi di poter sostenere economicamente un’eventuale perdita totale del capitale.
    Mancanza iniziale di dividendi (per quanto riguarda le startup innovative) – Per i primi tempi – ossia finché la neo-società mantiene i requisiti per rientrare nella categoria di startup innovativa e quindi per un massimo di 5anni – la normativa vigente vieta la distribuzione di utili.

  • Su questa piattaforma può investire chiunque abbia raggiunto la maggiore età.

  • L’offerta può essere presentata da startup innovative o da P.M.I. innovative purché iscritte regolarmente nella sezione a loro dedicata del registro delle imprese gestito dalla Camera di Commercio.
    Dal giugno 2017 possono raccogliere capitale attraverso l’equity crowdfunding anche le piccole e medie imprese, o P.M.I., a patto che esse non siano quotate o che abbiano comunque dei parametri con valori inferiori a quelli necessari affinché sia possibile una quotazione sul mercato dei capitali.

  • Sì, è possibile ritirare il proprio investimento secondo i termini stabiliti dall’articolo 13, comma 5 e dall’articolo 25, comma 2, del Regolamento Consob adottato con delibera il 26 giugno 2013:

    • entro 7 giorni dall’adesione, senza alcuna spesa aggiuntiva attraverso una comunicazione mail al portale;
    • entro 7 giorni dalla segnalazione di un nuovo fatto o nel caso si sia rivelato un errore materiale concernenti le informazioni esposte sul portale, senza alcun costo aggiuntivo, attraverso una comunicazione mail al portale.

    In entrambi i casi, sarà rimborsata all’investitore la cifra precedentemente versata per intero.

  • In questo caso i fondi vengono restituiti per intero ai singoli investitori senza alcuna spesa aggiuntiva. Ciò invece non accade se la società offerente riesce a raggiungere la quota minima prefissata.

  • La società offerente oltre a stabilire una quota massima, ossia il target da raggiungere per poter avviare l’attività, stabilisce anche una quota minima: attraverso questa la società ha la possibilità di non abbandonare il progetto ma di continuare a perseguire alcuni degli obiettivi prefissati. Una volta raggiunta questa quota, l’importo raccolto viene incassato per intero dalla startup.

  • No, non sono previsti costi aggiuntivi a carico dell’investitore, a meno che non vi siano dei costi previsti dalla propria banca in caso di bonifico. È bene valutare sempre con la propria banca questo aspetto.

  • Una volta raggiunto l’obiettivo di raccolta verranno versate le somme raccolte dal conto indisponibile al conto disponibile della società. Da quel momento, la società avrà nuovi soci e il capitale necessario per sviluppare il proprio business.

  • Quando una società raggiunge l’obiettivo di raccolta ha la possibilità di stabilire un aumento di capitale fissando un nuovo ammontare massimo. Questo permette alle società di raccogliere più fondi, necessari per iniziare il proprio business in positivo ed incassare eventuali ordini già ricevuti. L’investitore, in caso di un nuovo ammontare massimo, può decidere di revocare l’ordine entro sette giorni dalla modifica. Nell’eventualità in cui venisse superato anche il nuovo ammontare massimo, i capitali investiti verranno restituiti agli investitori.

  • Le offerte pubblicate hanno tutte un investimento minimo fissate dalla startup sotto al quale non è possibile andare. Non vi sono invece investimenti massimi.

  • Sì, è possibile. In caso di successo e alla chiusura dell’offerta, tutte le adesioni verranno raccolte in un unico investimento e l’azienda predisporrà la categoria di quote in base all’ammontare dell’investimento effettuato.

  • La pubblicazione dell’offerta non avviene immediatamente dopo aver caricato il profilo della società. Dopo la firma del contratto dovranno svolgersi tutta quella serie di questioni burocratiche e amministrative richieste dalla piattaforma (valutazione del potenziale dell’offerente, materiale informativo, pianificazione della campagna…). Di norma, ci vogliono dalle 4 alle 8 settimane di tempo.

  • Ovviamente sono molti i fattori che entrano in gioco affinché una campagna di equity crowdfunding abbia successo. Tuttavia, una spiegazione adeguata del prodotto, l’evidenza dei punti di forza della propria offerta, i tempi e le modalità di guadagno di un possibile investitore, un management team ben formato, un rilancio mediatico sono delle ottime basi di partenza per lanciare un’offerta ottimale e avere così una buona probabilità di successo.

  • Affinché l’offerta abbia successo una parte dell’ammontare dell’offerta deve essere stata investita da un investitore professionale. Essi sono figure che:

    • hanno effettuato operazioni di dimensioni significative sul mercato in questione con una frequenza media di 10 operazioni al trimestre nei quattro trimestri precedenti;
    • il valore del portafoglio di strumenti finanziari dell’investitore, inclusi i depositi in contante, deve superare 500.000€;
    • l’investitore lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presupponga la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti.
  • In una campagna di equity crowdfunding l’investitore professionale è in un certo modo garante della bontà dell’offerta: investendo un capitale in prima persona in quel determinato progetto ne certifica la validità. Ovviamente la presenza di un investitore professionale non è in automatico sinonima di successo del progetto. Inoltre il regolamento Consob prevede che almeno il 5% del capitale offerto sia sottoscritto da degli investitori professionali.

  • Se il gestore verifica che non vi è almeno un 5% del capitale sottoscritto da investitori professionali, i fondi già versati vengono restituiti per intero agli investitori. Da parte dell’emittente non potrà essere reclamata nessuna forma di interesse dagli investitori, poiché l’offerta è del tipo all or nothing, ossia disponibile solo se viene sottoscritto l’intero ammontare richiesto secondo le modalità del regolamento Consob.

  • Il Gestore della piattaforma si impegna direttamente a verificare il livello di esperienza e conoscenza dell’Investitore necessario per comprendere i rischi dello strumento finanziario che intende acquistare. Attraverso le risposte del questionario, valuta se l’investimento è appropriato al Profilo dell’Investitore, tenendo conto che tutte le offerte sono riferite a investimenti caratterizzati dal più alto grado di rischio. Le informazioni sono raccolte prima dell’effettuazione dell’investimento e sono valide 1 anno; possono essere aggiornate in qualsiasi momento direttamente online nell’area riservata del “Profilo personale”.

  • Per perfezionare l’Offerta sul portale, il Gestore verifica che, per ciascuna offerta pubblicata, una quota degli strumenti finanziari offerti sia sottoscritta da investitori qualificati nella seguente misura:

    • almeno il 5% se l’offerente è una startup innovativa.
    • almeno il 3% se l’offerente è una piccola e media impresa in possesso della certificazione del bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato, relativi agli ultimi 2 esercizi precedenti l’offerta, redatti da un revisore contabile o da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili.
  • L’investitore professionale su richiesta è un soggetto che soddisfa almeno due di questi requisiti:

    • ha effettuato operazioni di dimensioni significative sul mercato in questione con una frequenza media di 10 operazioni al trimestre nei quattro trimestri precedenti;
    • ha un portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i depositi in contante, di oltre 500.000 euro;
    • lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presupponga la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti.
  • L’investitore a supporto delle piccole e medie imprese è un soggetto che abbia un valore del portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i depositi in contante, superiore a 500.000 euro, in possesso dei requisiti di onorabilità previsti per i soci di controllo e gli amministratori dei portali (indicati all’art. 8, comma 1 del Regolamento Consob) e di almeno uno di questi requisiti:

    • aver effettuato, nell’ultimo biennio, almeno 3 investimenti nel capitale sociale o a titolo di finanziamento soci in startup innovative o PMI innovative, ciascuno dei quali per un importo almeno pari a 15.000 mila euro;
    • aver ricoperto, per almeno 12 mesi, la carica di amministratore esecutivo in una starup innovativa o PMI innovativa, diversa dalla società offerente.
  • Al termine della raccolta in caso di una campagna di successo, gli investitori saranno iscritti come nuovi Soci presso il Registro Imprese della città di riferimento della società stessa. Di seguito, l’azienda invierà agli interessati la visura attestante l’ingresso come nuovi soci.

  • L’investimento in startup è un investimento ad alto rischio che, in quanto tale, deve essere adeguatamente rapportato alle proprie disponibilità finanziarie. Per questo, è necessario avere la capacità di sostenere economicamente l’eventuale perdita dell’intero capitale investito. Tuttavia il tasso di successo di una startup cresce all’aumentare delle risorse economiche reperite è quindi importante che le campagne presenti sulla piattaforma raggiungano sempre il proprio obiettivo di raccolta. Investire in una startup vuol dire sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti e nuovi servizi che domani saranno potenzialmente utilizzati da milioni di persone. Chi investe in startup è disposto a sostenerne i rischi correlati.

  • No, trattandosi di una società di capitali (Srl o Spa, generalmente), il patrimonio della società è totalmente distinto da quello dei soci. Il rischio massimo per l’investitore è limitato al capitale investito e l’investitore non ha alcuna responsabilità legale in caso di liquidazione/fallimento.

  • Quando l’investitore viene iscritto a libro soci della startup ha come unico referente gli organi amministrativi della società stessa.

  • Sì, le quote delle startup seguono il normale iter di cessione di quote societarie. E’ necessario essere seguiti da un notaio o un commercialista abilitato durante questo percorso.