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Info investitore

Informazioni relative all’investimento tramite il portale.

Informazioni che l’investitore deve assolutamente sapere prima di investire (fonte: Consob, sezione di investor education. Si invitano gli investitori a consultare alla sezione di investor education del sito della Consob).

Rischio di perdita dell’intero capitale investito
Acquistando gli strumenti finanziati offerti tramite il portale si partecipa al rischio economico che caratterizza tutte le iniziative imprenditoriali.
Acquistando gli strumenti finanziari di società neo costituite operanti in settori innovativi, il rischio che il progetto imprenditoriale non vada a buon fine è ancora maggiore rispetto a quello delle società già da tempo operanti in un determinato settore, il che, ovviamente, incide anche sul rischio per gli investitori di perdere l’intero capitale investito.
È opportuno pertanto investire solo le somme per le quali l’investitore ritiene di poter sostenere la totale perdita.

Rischio di illiquidità
Chi sottoscrive strumenti finanziari tramite i portali di equity crowdfunding deve essere consapevole del fatto che, accanto al rischio di perdita dell’intero capitale investito, vi è anche il rischio di “illiquidità” collegato sia al divieto per un primo periodo di essere scambiati su mercati organizzati e sia al fatto che – almeno inizialmente – non esiste un c.d. “mercato secondario” organizzato sul quale è possibile effettuare gli scambi una volta che gli strumenti sono stati sottoscritti. Resta ferma la possibilità di effettuare la compravendita fra privati, nel rispetto delle norme stabilite per i singoli casi, sostenendo i relativi costi.

Divieto di distribuzione di utili previsto per le start-up innovative dall’articolo 25 del decreto legge 179/2012 (“Decreto crescita bis”);
Il “Decreto crescita bis” ha posto il divieto di distribuzione di utili per tutto il periodo in cui la società emittente possiede i requisiti di start-up innovativa, e cioè per un massimo di 4 anni dalla iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.

Trattamento fiscale degli investimenti in strumenti finanziari emessi da start-up innovative tramite portali
Il trattamento fiscale degli investimenti in strumenti finanziari emessi da start-up innovative è descritto nella sezione sgravi fiscali del portale. Si richiama l’attenzione degli investitori sulla temporaneità di tali benefici, che potrebbero decadere sia per situazioni di carattere soggettivo, sia dell’emittente che dell’investitore, che per variazioni nelle norme fiscali che ne regolano il funzionamento.

Deroghe al diritto societario previste dall’articolo 26 del decreto nonché al
diritto fallimentare previste dall’articolo 31 del decreto

Gli articoli 26 e 31 del decreto legge 179/2012 stabiliscono in favore delle start-up innovative una serie di deroghe all’applicazione di norme di legge in materia di:

  • obblighi di riduzione del capitale in presenza di perdite (alle start-up innovative è consentito ridurre il capitale entro due esercizi anziché entro l’esercizio successivo);
  • diritti dei possessori di quote di s.r.l. (a differenza della disciplina ordinaria è consentita la creazione di “categorie di quote” aventi diritti diversi rispetto alle quote ordinarie e anche di quote prive del diritto di voto);
  • crisi d’impresa (le start-up innovative in crisi non sono assoggettate al fallimento né alle altre procedure concorsuali potendo invece accedere alle più semplici procedure di riorganizzazione del debito e di liquidazione del patrimonio previste dalla legge n. 3 del 2012);
  • offerta al pubblico di quote di s.r.l. (le quote di partecipazione al capitale di start-up innovative che hanno la forma di s.r.l. possono essere offerte al pubblico, a differenza delle comuni s.r.l. cui ciò è vietato).

Contenuti tipici di un business plan e del regolamento o statuto di un OICR
In relazione a ciascuna offerta il gestore è tenuto a pubblicare il business plan del progetto industriale dell’offerente.
Il business plan è il documento che riporta gli obiettivi, le finalità e le strategie dell’attività che l’imprenditore intende svolgere in futuro. Il business plan è un documento prospettico riferito a un orizzonte temporale di 3 – 5 anni in cui l’imprenditore formula i propri obiettivi e le modalità con cui intende raggiungerli, nonché le finalità e le strategie dell’attività che l’imprenditore intende svolgere in futuro. Esso è composto da vari documenti che illustrano in maniera dettagliata le prospettive di sviluppo dei diversi ambiti aziendali, tra cui: il piano degli investimenti, il piano economico, il piano patrimoniale e il piano finanziario.
Nel business plan occorre anche tener conto dell’evoluzione di fattori esterni quali il mercato riferimento, il contesto macroeconomico dell’ambiente, il posizionamento strategico rispetto ai concorrenti.
Il suo contenuto deve rispondere almeno alle seguenti domande:

  • come nasce e cosa fa l’azienda?
  • chi sono i fondatori e i collaboratori attuali?
  • esiste un mercato e come si pensa di posizionarsi al suo interno?
  • è stato approntato un efficace piano tecnico, di marketing, e organizzativo?
  • quali investimenti saranno fatti con il denaro raccolto? eventuali altre fonti di copertura previste sono adeguate?
  • le proiezioni economico-finanziarie simulate sono realistiche e potenzialmente attrattive?
  • la percentuale di partecipazione (e quindi il complesso dei diritti patrimoniali e/o amministrativi) che deriva dalla sottoscrizione del capitale di rischio dell’offerente è congrua?
  • ci sono rischi di insuccesso e come sono gestiti?

Il business plan dovrebbe contenere le seguenti sezioni:

  1. Copertina
  2. Indice
  3. Executive Summary; Presentazione del business e del contesto di sviluppo;
  4. Analisi del mercato di riferimento;
  5. Piani operativi;
  6. Quantificazione dei costi (di struttura e di funzionamento); Definizione del prezzo di vendita e stima del fatturato previsto; Previsioni Economico-Finanziarie
  7. Determinazione dell’enterprise value ed equity offerta
  8. Appendici

Gli organismi di investimento collettivo del risparmio sono i fondi comuni di investimento e le Sicav.
Il Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria definisce gli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) identificandoli con i fondi comuni (OICR aventi forma contrattuale) e le Sicav (OICR aventi forma statutaria).
Entrambe le categorie sono disciplinate da un apposito documento, il regolamento di gestione nel caso dei fondi comuni e lo statuto nel caso delle Sicav. Tale documento definisce le caratteristiche e i criteri di funzionamento, la denominazione, la durata, le modalità di partecipazione, i termini e le modalità di emissione ed estinzione dei certificati, di sottoscrizione, di rimborso e di liquidazione, gli organi competenti per la scelta degli investimenti, il tipo di beni e strumenti finanziari oggetto di investimento, le spese e le modalità di pubblicizzazione del valore (fonte: Borsa Italiana).

Diritto di recesso, ai sensi dell’articolo 13, comma 5 e le relative modalità di esercizio.
È possibile recedere e ritirare il proprio investimento secondo i termini stabiliti dall’articolo 13, comma 5 e dall’articolo 25, comma 2, del Regolamento Consob adottato con delibera il 26 giugno 2013:

  • entro 7 giorni dall’adesione, senza alcuna spesa aggiuntiva attraverso una comunicazione mail al portale;
  • entro 7 giorni dalla segnalazione di un nuovo fatto o nel caso si sia rivelato un errore materiale concernenti le informazioni esposte sul portale, senza alcun costo aggiuntivo, attraverso una comunicazione mail al portale.

In entrambi i casi, sarà rimborsata all’investitore la cifra precedentemente versata per intero.