oppure
Normativa

Il crowdfunding è il processo con cui più soggetti (“crowd” cioè folla) conferiscono somme di denaro (“funding” cioè finanziamento), per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere, utilizzando “piattaforme” o “portali on-line” quali CREWFUNDING abilitati a questo particolare tipo di raccolta di fondi. In base alla tipologia di “ricompensa” per l’investimento o al ruolo che il finanziatore assume nell’operazione vengono distinti principalmente quattro modelli di crowdfunding:

•             donation-based crowdfunding: che consiste nella possibilità di effettuare una donazione per sostenere una determinata causa o iniziativa, senza ricevere in cambio alcun tipo di remunerazione economica;

•             reward-based crowdfunding: che consente di partecipare al finanziamento di un determinato progetto, ricevendo in cambio un premio o una specifica ricompensa non in denaro;

•             lending-based crowdfunding: che consiste nella possibilità di effettuare prestiti tra privati per il tramite di una piattaforma online;

•             equity-based crowdfunding: che si ha quando, tramite l’investimento online in un determinato progetto imprenditoriale, si acquista una vera e propria partecipazione sociale, con tutti i diritti amministrativi e/o patrimoniali che ne derivano.

Le raccolte fondi gestite da CREWFUNDING rientrano in quest’ultima tipologia di modello.

Normativa vigente in tema di startup innovative, PMI e crowdfunding

L’Italia è il primo Paese in Europa ad essersi dotato di una normativa specifica e organica relativamente al c.d. “equity crowdfunding” offrendo ad una platea di soggetti sempre più ampia la possibilità di raccogliere capitali online.

Con diversi interventi di legge e regolamentari tale possibilità è stata offerta dapprima alle start up innovative ed alle PMI innovative, poi,  con il chiaro obiettivo di stimolare la crescita del tessuto produttivo italiano che si fonda principalmente sulle piccole-medie imprese, a tutte le PMI.

Le start up “innovative” sono state stato introdotte nel nostro ordinamento dal Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito con la legge di conversione 17 dicembre2012, n. 221) recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (noto anche come “Decreto crescita bis”) agli artt. 25-32.

Ad esse è stata, inizialmente, accordata la possibilità di raccogliere capitali presso il pubblico attraverso l’istituto dell’equity crowdfunding avvalendosi di appositi portali autorizzati da Consob alla raccolta di capitali on line.

Con le modifiche introdotte al Regolamento Consob 18592/2013 dalla delibera modificativa dello stesso n. 19520 del 24 febbraio 2016, si è ampliata la platea dei soggetti abilitati (‘potenziali Offerenti’) ad utilizzare lo strumento della raccolta on line di capitali tramite portali autorizzati .

Ad oggi, quindi, i soggetti potenziali Offerenti, ovvero coloro che possono condurre Offerte di strumenti finanziari on line su portali autorizzati sono:

1.            la società start-up innovativa, compresa la start-up a vocazione sociale, come definite dall’articolo 25, commi 2 e 4, del decreto e la start-up turismo prevista dall’articolo 11-bis del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2014 n. 106;

2.            la piccola e media impresa  innovativa (“PMI innovativa”), come definita dall’articolo 4, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2015 n. 3, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2015 n. 33;

3.            l’organismo di investimento collettivo del risparmio (“OICR”) che investe prevalentemente in start-up innovative e in PMI innovative, come definito dall’articolo 1, comma 2, lettera e) del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 30 gennaio 2014;

4.            le società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative e in PMI innovative, come definite dall’articolo 1, comma 2, lettera f) del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 30 gennaio 2014;

5.            in generale, la piccole e medie imprese come definite dalla disciplina dell’Unione Europea, a partire dal 2017 con l’entrata in vigore della legge di bilancio (L. 11 dicembre 2016 n. 232) che ha disposto la modifica dell’art. 1, comma 5-novies del TUF.

Con la recente emanazione (Delibera n. 21110 del 10 ottobre 2019) il bollettino con il quale sono state apportate «Modifiche al Regolamento Consob n. 18592 del 26 giugno 2013 sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line e successive modifiche e integrazioni (Regolamento Crowdfunding) per l’adeguamento alle novità introdotte dalla legge di bilancio 2019» ha deliberato che le aziende potranno decidere di collocare sulle piattaforme delle obbligazioni o degli “strumenti finanziari di debito”, ovvero “valori mobiliari” come titoli di debito, cambiali e minibond a breve termine.

La sottoscrizione di obbligazioni e titoli di debito sia riservata, nei limiti stabiliti dal codice civile, oltre che agli investitori professionali, altri investitori particolari ed ai soggetti di seguito indicati

•coloro che detengono un portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i depositi di denaro, per un controvalore superiore a 250.000 euro;

•coloro che si impegnano ad investire almeno 100.000 euro in offerte della specie, nonché dichiarino per iscritto, in un documento separato dal contratto da stipulare per l’impegno a investire, di essere consapevoli dei rischi connessi all’impegno o all’investimento previsto;

5.            •gli investitori retail, nell’ambito dei servizi di gestione di portafogli o di consulenza in materia di investimenti.

Start- up innovative, PMI e PMI innovative

Può costituirsi come Startup innovativa, la società di capitali (Srl, Spa, Scrl, Sapa, Srl semplificata ovvero una Societas Europea residente) che:

1.            abbia oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

2.            non sia stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;

3.            è costituita e svolge attività d’impresa da non più di sessanta mesi;

4.            ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;

5.            a partire dal secondo anno di attività della Startup , il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;

6.            non distribuisce, e non ha distribuito, utili;

e possieda almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:

1.            le spese in ricerca e sviluppo sostenute in ciascun anno sono uguali o superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa;

2.            impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’universita’ italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero

3.            impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’articolo 3 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270;

4.            sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale;

5.            sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

La normativa vigente prevede per le start-up innovative numerose agevolazioni (a titolo esemplificativo: costituzione gratuita con firma digitale senza intervento del notaio, esonero dal pagamento del diritto annuale, dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo sugli adempimenti da effettuare presso il registro delle imprese, possibilità di riportare la perdita civilistica superiore ad un terzo del capitale sociale entro tale limite entro il secondo esercizio successivo anziché entro il primo, cessione delle perdite a società “sponsor” con partecipazione pari ad almeno il 20% nel loro capitale, accesso gratuito al fondo di garanzia per le PMI, detrazioni IRPEF e deduzioni IRES per coloro che vi investono).

Le PMI sono individuate a livello unionale come micro, piccole e medie imprese che rispettano alcuni requisiti in termini di numero di occupati, fatturato, e totale di bilancio annuo. Nello specifico, le PMI:

– hanno meno di 250 occupati;

– il loro fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro, OPPURE il loro totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.

Le PMI innovative sono società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, che rispettano i limiti dimensionali delle piccole e medie imprese e alcuni parametri riguardanti l’innovazione tecnologica.

Devono rispondere ai seguenti requisiti:

•             sede principale in Italia o in uno Stato UE o EEA (spazio economico europeo) con sede produttiva o filiale in Italia;

•             meno di 250 fra dipendenti e collaboratori;

•             fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro;

•             non essere quotate su un mercato regolamentato;

•             aver già depositato un bilancio certificato;

•             non essere iscritte al Registro delle Imprese come startup innovative.

Devono avere almeno due dei seguenti requisiti:

•             spese in ricerca e sviluppo maggiori o uguali al 3 per cento del maggior valore fra costo e valore totale della produzione;

•             almeno i 1/3 dei dipendenti o collaboratori con laurea magistrale oppure 1/5 di dottorati, dottorandi o laureati con almeno tre anni di attività di ricerca certificata;

•             almeno un brevetto o privativa industriale.

•             Le PMI innovative godono di una serie di agevolazioni, tra cui: flessibilità nella gestione societaria; piani di incentivazione in equity; facilitazioni nel ripianamento delle perdite, nell’accesso al credito bancario e al Fondo centrale di garanzia; accesso all’istituto dell’equity crowdfunding; incentivi fiscali per gli investimenti etc. (DL 179/2012 Decreto Crescita 2.0, convertito con Legge 221/2012).

Al fine di agevolare lo smobilizzo dell’investimento effettuato tramite piattaforme di crowdfunding, la Consob ha deliberato ( con la Delibera n. 21110 “Modifiche al Regolamento Consob n. 18592 del 26 giugno 2013 sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line e successive modifiche e integrazioni (Regolamento Crowdfunding) per l’adeguamento alle novità introdotte dalla legge di bilancio 2019”) l’istituzione di una bacheca elettronica per la pubblicazione delle manifestazioni di interesse alla compravendita di strumenti finanziari, che siano stati oggetto di offerte concluse con successo nell’ambito di una campagna di crowdfunding, in modo tale che chi voglia vendere o comprare quei titoli o obbligazioni possa trovare un’area specifica dedicata all’azienda.

Le bacheche possono essere create soltanto dalle piattaforme autorizzate dalla Consob, possono essere pubblicati soltanto annunci di società che hanno raccolto fondi tramite la piattaforma che apre la bacheca e non possono adottare tecnologie in grado di proporre investimenti mirati e personalizzati per chi decide di investire.

Le società di capitali e gli organismi di investimento collettivo del risparmio che investono prevalentemente in startup innovative e PMI innovative

L’articolo 4 comma 10 del DL 3/2015 estende agli organismi di investimento collettivo del risparmio e alle società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative e in Pmi innovative la possibilità di raccogliere capitale mediante campagne di equity crowdfunding

•             Società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative e PMI innovative

La nozione di società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative e PMI innovative viene definita dall’articolo 1, comma 2, lettera f) del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 30 gennaio 2014 :

“f) per «altre societa’ di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative» si intendono quelle societa’ che, al termine del periodo di imposta in corso al 31 dicembre dell’anno in cui e’ effettuato l’investimento agevolato, detengono azioni o quote di start-up innovative, classificate nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie, di valore almeno pari al 70 per cento del valore complessivo delle immobilizzazioni finanziarie iscritte nel bilancio chiuso nel corso dell’anzidetto periodo di imposta.

•             Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investono prevalentemente in startup innovative e PMI innovative

L’art. 1 del D.Lgs n.58 del 24 febbraio 1998 (Testo Unico della Finanza , abbreviato, “TUF”) fornisce tutte le definizioni necessarie per capire cosa si intende quando si parla di OICR :

i) “società di investimento a capitale variabile” (Sicav): l’Oicr aperto costituito in forma di società per azioni a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta di proprie azioni;

i-bis) “società di investimento a capitale fisso” (Sicaf): l’Oicr chiuso costituito in forma di società per azioni a capitale fisso con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta di proprie azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi;

j) “fondo comune di investimento”: l’Oicr costituito in forma di patrimonio autonomo, suddiviso in quote, istituito e gestito da un gestore;

k) “Organismo di investimento collettivo del risparmio” (Oicr): l’organismo istituito per la prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio, il cui patrimonio è raccolto tra una pluralità di investitori mediante l’emissione e l’offerta di quote o azioni, gestito in monte nell’interesse degli investitori e in autonomia dai medesimi nonché investito in strumenti finanziari, crediti, inclusi quelli erogati a valere sul patrimonio dell’OICR, partecipazioni o altri beni mobili o immobili, in base a una politica di investimento predeterminata10;

k-bis) “Oicr aperto”: l’Oicr i cui partecipanti hanno il diritto di chiedere il rimborso delle quote o azioni a valere sul patrimonio dello stesso, secondo le modalità e con la frequenza previste dal regolamento, dallo statuto e dalla documentazione d’offerta dell’Oicr;

k-ter) “Oicr chiuso”: l’Oicr diverso da quello aperto;

l) “Oicr italiani”: i fondi comuni d’investimento, le Sicav e le Sicaf;

n) “gestione collettiva del risparmio”: il servizio che si realizza attraverso la gestione di Oicr e dei relativi rischi;

o) “società di gestione del risparmio” (Sgr): la società per azioni con sede legale e direzione generale in Italia autorizzata a prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio;

Gli investitori, prima di poter sottoscrivere un ordine su una piattaforma di equity crowdfunding, «devono effettuare un ‘percorso di investimento consapevole’ da cui risulti la presa visione delle informazioni e la comprensione delle caratteristiche e dei rischi dell’investimento». Particolare attenzione è, inoltre, rivolta agli investitori non professionali (ossia gli investitori retail quelli che hanno bisogno di intermediari) che, oltre alla tutela delle propria eventuale posizione di soci di minoranza, all’obbligo di comunicazione di eventuali patti parasociali da parte della società che richiede i fondi ed alla possibilità di exit, hanno il cd. ‘diritto di ripensamento’, ossia «il diritto di recesso, immotivato e senza spesa, entro 7 giorni dall’ordine di adesione (ad nutum) ed il diritto di revoca dell’investimento se, durante l’offerta, intervengono fatti nuovi o errori materiali»

Per ulteriori approfondimenti sulla disciplina che regola il crowdfunding ed i soggetti offerenti si rimanda a:

•             TUF – Testo Unico della Finanza, D.Lgs. 58/1998  

•             Regolamento Intermediari: Regolamento Consob n. 16190 del 29/10/07

•             Regolamento Crowdfunding: Regolamento Consob n. 18592 del 26/6/13, e successive integrazioni e modifiche

•             CONSOB: Guida al crowdfunding

Per ulteriori approfondimenti su Startup innovative, PMI e PMI innovative:

•             Circolare dell’Agenzia Entrate n. 16/e/2014

•             Decreto Crescita 2.0: D.L. 179/2012

•             Guida dell’utente alla definizione di PMI – Commissione Europea