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Recependo quanto definito nella legge di Bilancio 2019, Consob ha deliberato sostanziali modifiche al regolamento sui portali di equity crowdfunding. Il nuovo regolamento è incentrato in primo luogo sulla possibilità per le PMI italiane di collocare strumenti finanziari di debito attraverso le piattaforme di equity crowdfunding che, fino ad ora, erano autorizzate a collocare, appunto, solo “equity”, cioè quote societarie.
Il nuovo regolamento inoltre apre alle piattaforme la possibilità di aprire “bacheche elettroniche” nelle quali chi ha acquistato le quote di una PMI può pubblicare un annuncio per trovare compratori o, viceversa, chi volesse acquistarle può pubblicare un annuncio per trovare un venditore.

Nell’individuare gli strumenti oggetto dell’offerta Consob fa riferimento alla possibilità concessa ai portali di offrire “obbligazioni o di titoli di debito”, ossia i “valori mobiliari” che “si intendono categorie di valori che possono essere negoziati nel mercato dei capitali, quali ad esempio […] b) obbligazioni e altri titoli di debito, comprese le ricevute di deposito relative a tali titoli[…]”

Tra questi, Consob ritiene di poter includere anche le “Cambiali Finanziarie”, che, tuttavia, in Italia non hanno avuto molto successo, rimpiazzate di fatto dai cosiddetti “Minibond short term”, più facili da emettere e gestire.

Per quanto riguarda i soggetti che possono sottoscrivere queste tipologie di strumenti la Legge di Bilancio 2019 dice che «la sottoscrizione di obbligazioni o di titoli di debito è riservata, nei limiti stabiliti dal codice civile, agli investitori professionali e a particolari categorie di investitori eventualmente individuate dalla Consob ed è effettuata in una sezione del portale diversa da quella in cui si svolge la raccolta del capitale di rischio». Di fatto sono esclusi i piccoli investitori, al contrario di quanto accade paradossalmente per chi investe con equity crowdfunding. Viene data a Consob la libertà di definire i soggetti appartenenti alle “altre categorie di investitori” estendendo così la possibilità di investire a:

• chi detiene un portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i depositi di denaro, per un controvalore superiore a 250.000 euro;
• chi si impegna ad investire almeno 100.000 euro in offerte della specie, e che dichiari per iscritto, di essere consapevoli dei rischi connessi all’impegno o all’investimento previsto;
• gli investitori retail, nell’ambito dei servizi di gestione di portafogli o di consulenza in materia di investimenti.