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Benefici fiscali dei soggetti IRPEF e IRES che investono in startup innovative

I soggetti Irpef e Ires che investono in startup innovative possono beneficiare dall’anno 2019, rispettivamente, di una detrazione del 4030% dall’imposta e di una deduzione del 4030% dalla base imponibile (vd. oltre). Con la Manovra Finanziaria 2019 (legge 148 del 30 dicembre 2018, art.1, comma 218) è stato stabilito l’incremento dell’aliquota delle agevolazioni fiscali per chi investe in startup e PMI innovative, sotto forma di detrazione per soggetti IRPEF e di deduzione per soggetti IRES. L’aumento ha visto l’aliquota passare dal 30% al 40% ma solo ed esclusivamente per gli investimenti effettuati nell’anno 2019 e non per gli anni passati. Questa manovra riguarda, in via straordinaria, solo gli investimenti effettuati nel corso dell’anno 2019. Le predette per tutti gli altri investimenti relativi agli anni precedenti e futuri ,salvo modifiche, valgono sempre le percentuali di agevolazione sono state disposte dalla Legge di Bilancio 2017 (art. 1, commi 66-69) con decorrenza dal 1° gennaio 2017 e sono state autorizzate dalla Commissione europea (SA 47184 18 settembre 2017) fino al 31 dicembre 2025.

Le disposizioni attuative delle agevolazioni fiscali per i soggetti che investono in startup innovative sono contenute nel Decreto 25 febbraio 2016 che è entrato in vigore il 12 aprile 2016 (giorno a partire dal quale ha cessato di avere efficacia il Decreto 30 gennaio 2014 contenente la precedente disciplina attuativa).

Benefici fiscali per le persone fisiche che investono in startup innovative

I soggetti IRPEF possono detrarre dall’imposta lorda il 30% delle somme investite nel capitale sociale di una o più startup innovative, indipendentemente dalla tipologia di startup innovativa destinataria dei conferimenti di denaro

La misura del 30% è stata autorizzata dalla Commissione europea (SA 47184 18 settembre 2017) fino al 31 dicembre 2025.
L’investimento massimo agevolabile per ciascun periodo d’imposta è di 1.000.000 di euro. Tale limite si applica in capo a ciascun investitore e per tutti gli investimenti effettuati. Pertanto, se per esempio nel corso dell’anno il soggetto ha investito in due startup innovative, per la verifica della soglia bisogna sommare i conferimenti effettuati in entrambe le società. Il risparmio IRPEF massimo conseguibile in ragione d’anno è dunque pari a 300.000 euro (30% x 1.000.000). Il limite di 1.000.000 è stato disposto dalla Legge di Bilancio 2017 (art. 1, c. 66). La detrazione che in un dato periodo d’imposta non trova capienza nell’IRPEF può essere utilizzata nei successivi periodi d’imposta, ma non oltre il terzo.

L’agevolazione spetta esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi e non opera ai fini Irap.

L’investimento deve essere mantenuto per almeno 3 anni altrimenti si decade dal beneficio con l’obbligo di restituire quanto detratto maggiorato degli interessi in misura legale.

Per il riconoscimento dell’agevolazione è necessario che la start-up innovativa non riceva, complessivamente, più di 15 milioni di euro di investimenti agevolabili negli anni di vigenza del regime agevolativo.

Benefici fiscali per le persone giuridiche che investono in startup innovative

I soggetti IRES possono dedurre dal proprio reddito complessivo il 30% delle somme investite nel capitale sociale di una o più startup innovative, indipendentemente dalla tipologia di start-up innovativa destinataria dei conferimenti di denaro.

La misura del 30% è stata autorizzata dalla Commissione europea (SA 47184 18 settembre 2017) fino al 31 dicembre 2025. Solo in via straordinaria per l’anno 2019 potranno godere di una deduzione IRES del 40%.
L’investimento massimo agevolabile per ciascun periodo d’imposta è di 1.800.000 euro. Tale limite si applica in capo a ciascun investitore e per tutti gli investimenti effettuati. La massima deduzione IRES utilizzabile è quindi pari € 540.000 con conseguente massimo risparmio di imposta pari a € 129.600 euro (30% x 1.800.000 x 24%).

Acquistando l’intero capitale sociale di una startup innovativa e mantenendo le quote per 3 anni, la deduzione spettante alla società sarà pari al 50% della somma spesa, il massimo investimento consentito per ogni periodo resta sempre di 1.800.000 euro ne consegue che ci sarà un risparmio massimo di 216mila euro.

Qualora la deduzione non trovi capienza nel reddito imponibile, l’eccedenza è utilizzabile nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo. Per le società che partecipano al consolidato, la deduzione che non trova capienza nel reddito delle singole società può essere scomputata dal reddito complessivo di gruppo e l’eventuale eccedenza può essere utilizzata dalle singole società nei periodi d’imposta successivi ma non oltre il terzo.

L’agevolazione spetta esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi e non opera ai fini Irap.

L’investimento deve essere mantenuto per almeno 3 anni, altrimenti si decade dal beneficio con l’obbligo di recuperare a tassazione quanto dedotto maggiorato degli interessi in misura legale (vd. Domanda n. 19).

Per il riconoscimento dell’agevolazione è necessario che la start up innovativa non riceva, complessivamente, più di 15 milioni di euro di investimenti agevolabili negli anni di vigenza del regime agevolativo (vd. Domanda n. 15).

Sono esclusi dall’agevolazione gli investimenti effettuati:

  • tramite OICR e società “intermediarie”, direttamente o indirettamente, a partecipazione pubblica;
  • in start-up che si qualifichino come “imprese in difficoltà” ai sensi della Com. Commissione Europea 1° Ottobre 2004 n. 2004/C 244/02 o operanti in particolari settori di attività (costruzione navale, carbone, acciaio);
  • dagli investitori non indipendenti, ossia quelli che direttamente o indirettamente, alla data in cui l’investimento si intende effettuato, possiedono partecipazioni, titoli o diritti nella start-up oggetto dell’investimento che rappresentino complessivamente una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria o di partecipazione al capitale o al patrimonio della start-up superiore al 30%, tenendo conto delle partecipazioni, dei titoli o dei diritti posseduti dai familiari di tali soggetti o dalle società controllate, ad eccezione, dal 1° gennaio 2015, degli ulteriori investimenti ritenuti compatibili con la normativa sugli aiuti di Stato.

Investimenti agevolabili ai fini della detrazione IRPEF e della deduzione IRES

Sono agevolabili sia gli investimenti diretti in start-up innovative sia gli investimenti indiretti attraverso “intermediari qualificati”, ossia organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) oppure altre società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative. e che non sono startup innovative o incubatori certificati. Per non perdere l’agevolazione è necessario, in entrambi i casi, non cedere la quota di capitale sociale a titolo oneroso e mantenere l’investimento per almeno 3 anni; il socio investitore non deve recedere o essere escluso dalla società; la società non deve perdere i requisiti di startup innovativa.

In particolare, con riferimento agli investimenti diretti, sono agevolabili i conferimenti in denaro eseguiti in sede di costituzione o di aumento del capitale sociale di una start-up innovativa già costituita. Non possono essere agevolati i conferimenti in denaro a fondo perduto iscritti in altre voci del patrimonio netto, diverse dal capitale sociale e dalla riserva da sovraprezzo. I conferimenti rilevano nel periodo d’imposta in cui avviene il deposito, nel Registro delle imprese, dell’atto costitutivo o della delibera di aumento del capitale sociale.

Tra i conferimenti agevolati rientrano anche quelli derivanti dalla conversione di obbligazioni in azioni o quote di nuova emissione della start-up innovativa.

Se l’investimento è effettuato tramite le società “intermediarie”, in conferimenti in denaro devono determinare un’effettiva capitalizzazione anche della società “intermediaria”: entrambe le società, sia quella intermediaria sia la start-up da questa detenuta, devono rilevare un incremento in una delle due voci di patrimonio rilevanti. La società “intermediaria” deve certificare all’investitore l’ammontare che ha comportato un effettivo investimento nel capitale della start-up; infatti, esclusivamente tale quota parte dell’investimento iniziale del capitale della società “intermediaria” può originare un investimento agevolabile.
I conferimenti effettuati, diretti o indiretti tramite intermediari, effettuati da soggetti che già possiedono partecipazioni, titoli o diritti nella start-up innovativa, non sono, in linea generale, agevolabili. L’agevolabilità è ammessa se sono soddisfatte cumulativamente le seguenti condizioni previste dal Regolamento UE n. 651/2014 (art. 21, par. 6):

  • l’importo totale degli investimenti non supera i 15 milioni di euro;
  • la possibilità di investimenti ulteriori è prevista dal piano aziendale iniziale;
  • la start-up innovativa non è “collegata” (secondo la definizione comunitaria di impresa “collegata” contenuta nell’art. 3, par. 3, allegato I, del Regolamento Ue n. 651/2014) a un’altra impresa, diversa dall’intermediario finanziario o dall’investitore privato indipendente che effettua l’investimento, a meno che non conservi i requisiti di PMI (definite secondo Raccomandazione della Commissione delle Comunità Europee 2003/361/CE).



Per ottenere agevolazioni fiscali su investimenti in startup e PMI innovative è necessario presentare il modello Persone Fisiche, obbligatorio per chi possiede partita IVA e per coloro che percepiscono redditi derivanti da terreni, fabbricati, redditi d’impresa e di partecipazione, le società di capitali invece sono tenute alla compilazione del modello RedditiSC